La luce di Mati: con il progetto Matildina4Safety la sicurezza nello sci diventa un proposito concreto, per addetti ai lavori, famiglie, giovani e comunità. Tra i pilastri della Fondazione, formazione e sensibilizzazione, dispositivi di sicurezza e adeguamento dei regolamenti.
La Fondazione Matilde Lorenzi nasce da un’esigenza profonda della famiglia di Mati: dare forma a un impegno che custodisse la sua memoria e, allo stesso tempo, potesse trasformarsi in attenzione, consapevolezza e cura per altre persone.
“La Fondazione, nata dopo la tragica scomparsa della nostra Mati – spiega Adolfo Lorenzi, padre di Matilde e presidente della Fondazione a lei dedicata – promuove e sviluppa progetti volti a implementare la sicurezza nello sci, assicurando che ogni sciatore, e a qualsiasi livello, possa praticarlo in un ambiente consapevole e protetto. La nostra famiglia, cuore e motore dell’iniziativa, rappresenta l’impegno costante verso questo obiettivo”.
Fin dall’inizio, la Fondazione ha scelto di rivolgersi a persone comuni: giovani atleti e atlete, famiglie, allenatori e allenatrici, istruttori e istruttrici, società sportive e territori. A chi lo sport lo vive davvero, non in modo occasionale, ma come parte della propria quotidianità. Al centro dell’attività c’è Matildina4Safety, il progetto con cui la Fondazione realizza in modo concreto la propria missione sulla sicurezza nello sci.
Per Adolfo la sicurezza non è un concetto astratto né un ostacolo alla passione sportiva; è piuttosto una condizione necessaria, che permette allo sport di diventare un’esperienza positiva nel tempo: “La sicurezza – chiarisce – non è un limite allo sport, anzi: è ciò che permette allo sport di continuare a essere una parte sana e positiva della vita di chi lo pratica”.
La sicurezza come cultura, non come risposta all’emergenza
Uno dei punti di partenza del progetto Matildina4Safety è un cambio di prospettiva netto: la sicurezza non va affrontata solo dopo un incidente, ma prima, come parte integrante dell’esperienza sportiva. Anche sulle piste da sci, dove velocità, competizione e desiderio di migliorarsi possono portare a sottovalutare alcuni segnali.
Nel mondo dello sci, soprattutto a livello giovanile e agonistico, persiste l’idea che certi rischi siano inevitabili, quasi ‘normali’. La Fondazione lavora per mettere in discussione questa convinzione senza creare allarmismi, senza retorica e senza spegnere l’entusiasmo. Come sottolinea il presidente, “parlare di sicurezza significa cambiare sguardo: non si tratta di diffondere paura, ma consapevolezza. Aiutare le persone a riconoscere situazioni che possono diventare rischiose prima che lo diventino davvero”.
Molti incidenti, infatti, non sono semplicemente frutto della sfortuna. Spesso entrano in gioco più fattori: stanchezza, pressione agonistica, condizioni ambientali, comunicazione poco chiara tra atleti e allenatori, sottovalutazione dei segnali di rischio. Matildina4Safety nasce per intervenire su questo piano culturale, prima ancora che tecnico.
Un progetto strutturato: educazione, prevenzione, sostegno
Per rendere questa visione concreta, la Fondazione ha costruito il progetto attorno a tre pilastri imprescindibili:
formazione e sensibilizzazione, prevenzione tecnologica e ricerca, regole e buone pratiche operative.
Formazione e sensibilizzazione
“La nostra Fondazione – spiega Lucrezia Lorenzi, amministratrice del progetto – si occupa di organizzare corsi e workshop sull’argomento Primo soccorso, con l’obiettivo di diffondere una cultura della sicurezza tra tutti i soggetti coinvolti, in modo particolare tra gli operatori della neve, e di sensibilizzare le persone su questo argomento. È già partito il progetto pilota in Piemonte, interamente offerto dalla Fondazione, nel quale sono stati formati cento maestri sull’argomento”.
Dispositivi di sicurezza
“Oltre a ciò – prosegue Lucrezia – ci impegniamo nell’identificazione e nella promozione di nuove soluzioni tecnologiche, sia individuali che collettive: caschi, airbag, protezioni avanzate e materiali innovativi per rendere lo sci più sicuro. In questo ambito ha preso vita SkiSlo, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’Alta Scuola Politecnica, la Fondazione Matilde Lorenzi, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sulle piste da sci agonistiche grazie all’uso di tecnologie avanzate”.
Obiettivi principali dell’iniziativa, “la riduzione degli incidenti e della gravità degli infortuni sulle piste mediante la creazione di mappe di rischio dinamiche tramite sensori, modelli digitali (Digital Twin) e simulazioni, nonché offrire dati oggettivi e aggiornati agli atleti e ai gestori degli impianti. SkiSlo ha introdotto un approccio scientifico e predittivo, basato su Digital Twin e intelligenza artificiale, colmando un vuoto in un settore nel quale, finora, si era fatto affidamento solo su valutazioni soggettive.
Regolamenti
Ultimo, ma non ultimo pilastro del progetto portato avanti dalla Fondazione, quello relativo ai regolamenti, come spiega l’amministratrice: “Abbiamo avviato un confronto mirato sul tema della gestione sicura delle piste da sci utilizzate in allenamento, riconoscendo l’importanza di garantire protezione in spazi ad alta intensità operativa, con l’intento di riuscire, un giorno, a redigere regole specifiche generali”.
Giovani, famiglie, allenatori e allenatrici: Fondazione Matilde Lorenzi, una rete che fa la differenza
Il progetto Matildina4Safety parte, quindi, da un’idea semplice, ma fondamentale: lo sport non è mai un’esperienza individuale. Intorno a ogni giovane atleta esiste una rete fatta di adulti, strutture, relazioni e contesti che influenzano scelte e comportamenti.
I giovani atleti e le giovani atlete sono al centro del progetto perché vivono una fase di crescita in cui entusiasmo, desiderio di migliorare e pressione convivono. Accompagnarli significa essere consapevoli e aiutarli a sviluppare una consapevolezza che li renderà più forti.
Le famiglie non sono spettatrici, ma parte attiva di questo percorso. Una famiglia informata sa fare domande, dialogare con allenatori e società sportive, comprendere meglio le dinamiche dello sport agonistico. “Una famiglia consapevole protegge i propri figli”, sottolinea Lucrezia.
Allenatori, allenatrici, istruttori e istruttrici, infine, hanno un ruolo che va oltre la tecnica. Sono figure educative e modelli di comportamento: trasmettono non solo competenze sportive, ma anche un modo di stare nello sport, di gestire il rischio, di affrontare i limiti.
Il valore sociale: oltre lo sci, dentro la comunità
Anche se il progetto nasce nel mondo dello sci, il suo valore è più ampio: parlare di sicurezza significa parlare di educazione, responsabilità e cura delle persone. Ogni incidente grave ha conseguenze che vanno oltre l’atleta: coinvolge famiglie, comunità, percorsi di vita.
Matildina4Safety assume così una dimensione pienamente sociale: investire in sicurezza significa investire nel futuro dei ragazzi e delle ragazze, nello sport e nella società nel suo insieme. Non un tema da affrontare solo nei momenti di emergenza, ma una base solida su cui costruire lo sport di domani.
Tutte queste attività – dalla formazione alla ricerca, dalla prevenzione tecnologica al lavoro culturale – sono rese possibili grazie al sostegno di chi crede in una visione diversa dello sport: più sicura, più consapevole, più responsabile.
Come sostenere la Fondazione Matilde Lorenzi
Questo impegno può continuare solo grazie al sostegno di chi ne condivide i valori. La Fondazione ha scelto modalità di supporto semplici e trasparenti, accessibili a tutte e tutti.
5×1000
È possibile sostenere il progetto destinando il 5×1000 alla Fondazione Matilde Lorenzi ETS: un gesto che contribuisce concretamente allo sviluppo delle attività di formazione, prevenzione e ricerca.
Shop solidale
Un altro strumento è lo shop solidale, disponibile sul sito ufficiale della Fondazione, attraverso il quale è possibile sostenere il progetto Matildina4Safety acquistando prodotti legati alla Fondazione e alla sua missione.
Aste benefiche
Un ruolo importante lo hanno anche le aste benefiche, iniziative che, in pochi mesi di attività, hanno già raccolto una partecipazione ampia e sentita. Oltre a campionesse e campioni dello sci come Sofia Goggia, Marta Bassino, Marco Odermatt o Federica Brignone il progetto ha ricevuto il sostegno convinto anche da protagonisti e protagoniste di primo piano di altri sport: tra i testimonial figurano nomi di assoluto rilievo internazionale come Charles Leclerc, Lewis Hamilton e Gianluigi Buffon, insieme a campioni come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Miki Biasion, oltre a realtà storiche come la Juventus.
Un sostegno che nasce da una condivisione autentica dei valori del progetto. Come osserva Adolfo, “molti sportivi, sportive e società hanno aderito con convinzione, perché la sicurezza è un tema trasversale, che riguarda ogni disciplina e ogni persona che pratica sport”.
Un invito aperto
Sostenere Matildina4Safety significa quindi contribuire a un progetto che mette al centro la vita, senza rinunciare alla passione sportiva. Perché, come conclude Adolfo, “la sicurezza non deve essere considerata un freno o un costo, ma un atto di responsabilità verso chi verrà dopo di noi”.
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