Dalla mappatura dei pendii alla creazione di heatmap, la tecnologia a supporto della sicurezza sulle piste da sci.

Come il progetto SkiSlo, sviluppato dall’Alta Scuola Politecnica, la Honors School condivisa dei Politecnici di Torino e Milano, con il sostegno della Fondazione Matilde Lorenzi, impiega i droni per leggere le piste e migliorare la sicurezza degli sciatori.

Foto di Gabriele Nicol

Il corpo è protratto avanti, carico sull’esterno; ma l’ingresso verso destra è in ritardo. L’esterno si sovraccarica, l’interno si alleggerisce. Caviglia e ginocchio cercano angolo, l’anca cade all’interno. E l’impatto con la porta rompe il ritmo. La lamina vibra, perde presa; lo sci esterno scappa, l’altro non sostiene. Il baricentro resta interno. Aderenza persa. Le code derapano, la conduzione salta. Il busto prova a recuperare, ma la forza centrifuga è già fuori linea. Contatto. Anca, poi spalla. E la caduta, sulla neve dura. Scivola in diagonale, sul fondo ghiacciato. Il corpo si ferma sulle reti di protezione; le reti di protezione sono esattamente dove avrebbero dovuto essere. L’atleta si rialza; missione compiuta.

Non sempre è così. A volte un accumulo di neve imprevisto, un avvallamento, un pericolo nascosto cambia tutto. È lì che la differenza tra una caduta e un incidente si gioca in pochi metri, in pochi centimetri, in una traiettoria. Ma oggi quella traiettoria si può leggere, simulare, prevedere. È quello che stanno facendo i droni utilizzati dall’Alta Scuola Politecnica, dal Politecnico di Torino e dal Politecnico di Milano per dar vita a SkiSlo, un progetto sviluppato in collaborazione con la Fondazione Matilde Lorenzi che mira a migliorare la sicurezza delle piste da sci riducendo il numero e la gravità degli incidenti attraverso la creazione di mappe di rischio dinamiche.

Il progetto SkiSlo

Drone DJI Matrice 300 utilizzato per le rilevazioni – Foto di Gabriele Nicol

Il drone del progetto SkiSlo, dopo il primo rilevamento di ottobre scorso, si è alzato in volo per la seconda volta il 23 febbraio 2026, attraversando la Vialattea, il comprensorio sciistico italo-francese di Sestriere.
È decollato, percorrendo lentamente il pendio, analizzando ogni asperità del terreno e memorizzandone la conformazione; a terra, un team di studenti in attesa di conoscere i dati della mappatura.
Tra di loro, studenti di Ingegneria Aerospaziale, Fisica, Informatica, Matematica e Information Design: “Il nostro compito – spiega Riccardo Savio, ventitreenne ingegnere aerospaziale del team – era quello di creare un modello digitale della pista, prima senza neve e poi con la neve, per misurare lo spessore del manto nevoso in ogni punto.”

La missione

“Tutti noi – chiarisce Riccardo – dopo aver saputo quel che era accaduto a Matilde, abbiamo deciso di prendere parte a questo progetto con l’intenzione di dare il nostro contributo concreto alla sicurezza sulle piste da sci. La sicurezza non può più essere delegata alla soggettività di una valutazione umana: deve essere oggettiva, precisa, certa. Partecipare a questo progetto ci fa sentire utili!”

Prossimo passo del progetto SkiSlo sarà quello di renderlo un sistema scalabile: “I gatti delle nevi – riprende Riccardo – dispongono di sensori e GPS in grado di analizzare le piste. Ora dobbiamo capire se i dati dei battipista siano conformi con quelli da noi rilevati: questo ci consentirebbe di applicare lo stesso sistema su tutte le piste da sci.”

La heatmap del rischio

Accanto alla mappatura delle piste il team si sta inoltre occupando della modellazione dello sciatore – schematizzato come un cilindro che si muove lungo una superficie inclinata – e della simulazione delle traiettorie di discesa: “Lo scopo finale del progetto – chiarisce Riccardo – è quello di integrare il modello dello sciatore con le diverse traiettorie all’interno della mappatura delle piste, per ottenere una heatmap in grado di aiutare i gestori degli impianti e gli allenatori a verificare la tracciatura delle piste nel modo più sicuro e oggettivo possibile, indicando dove sia più adeguato posizionare le porte e dove debbano essere collocate le reti e i materassi di sicurezza.”
Restiamo quindi in attesa di poter assistere alla presentazione del prototipo dello Ski Slope Digital Twin che, a quanto confermano i membri del team, avverrà nell’autunno 2026.
Poi sarà compito dei ricercatori portare avanti il progetto, in modo da renderlo uno strumento sempre più preciso, prima per le piste di allenamento dedicate agli atleti professionisti, poi esteso a tutti gli sciatori.

Foto di Gabriele Nicol

Il team del progetto

Foto di Gabriele Nicol

Professori:
Giovanni Malnati, Dipartimento di Automatica e Informatica Politecnico di Torino
Tania Cerquitelli, Dipartimento di Automatica e Informatica Politecnico di Torino
Daniele Apiletti, Dipartimento di Automatica e Informatica Politecnico di Torino
Carlo Iapige De Gaetani, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Politecnico di Milano
Studenti:
Andrea Pantano, MSc Ingegneria Aerospaziale – Aerogasdinamica, Politecnico di Torino
Andrea Tarabotto, MSc Ingegneria Informatica – Intelligenza Artificiale, Politecnico di Milano
Cosmo Spinosa, MSc Ingegneria Aerospaziale – Sistemi Propulsivi, Politecnico di Torino
Davide Cortinovis, MSc Ingenieria Fisica, Politecnico di Milano
Giulia De Pascale, MSc Ingegneria Matematica – Scienza Computazionale e Apprendimento Computazionale, Politecnico di Milano
Nunzio Licalzi, MSc Ingegneria Informatica – Data Science and Engineering, Politecnico di Torino
Matteo Postinghel, MSc Design della Comunicazione, Politecnico di Milano & MIT Sensesable City Lab
Riccardo Savio, MSc Ingegneria Aerospaziale – Aerogasdinamica, Politecnico di Torino

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